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FALSO EXTRA VERGINE: ASSITOL PLAUDE ALL’OPERATO DEI NAS

L’Associazione degli industriali apprezza l’operazione “Oro giallo”, e ribadisce che i controlli in Italia funzionano. “La vicenda rischia di colpire l’immagine del settore e dimostra che i ristoratori italiani hanno una scarsa conoscenza del nostro olio”, avverte la presidente Anna Cane.

Plaudiamo all’operato delle forze dell’ordine nell’operazione ‘Oro Giallo’. Ora però è tempo di far crescere la cultura dell’extra vergine nella ristorazione”. ASSITOL, l’Associazione italiana dell’industria olearia, commenta così l’operazione dei Nas che ha portato alla scoperta e al sequestro di 150mila litri di olio di semi contraffatto con clorofilla e venduto come extra vergine nei ristoranti italiani ed in Germania.

“Questo dimostra, ancora una volta, che in Italia i controlli ci sono e funzionano – afferma Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva dell’associazione -. Questo caso, purtroppo, rischia di danneggiare l’immagine dell’Italia olearia, che è fatta di tanti operatori seri, costretti a lavorare tra mille difficoltà, concorrenza sleale compresa”.

Quella utilizzata a Cerignola rappresenta una tipologia di frode che il settore ritenevas ormai superata. “Addizionare clorofilla e betacarotene ad oli di semi era un sistema in voga decenni fa – spiega la presidente degli industriali – che, grazie alle conoscenze attuali, si può individuare molto facilmente. In tal senso l’industria sostiene la ricerca nella definizione di nuovi metodi analitici, sempre più sensibili, al fine di garantire l’autenticità del prodotto”.

La vicenda pugliese fa emergere anche la scarsa (o nulla) cultura dell’extra vergine, che ASSITOL ha lamentato più volte negli ultimi anni. “Se l’olio extra vergine non fa parte delle tradizioni alimentari della Germania – osserva Anna Cane – lascia perplessi il fatto che tanti ristoratori nazionali non si siano accorti della frode. Questo dimostra che la conoscenza di questo prodotto straordinario tra gli italiani è davvero modesta e anche gli addetti ai lavori più qualificati non fanno eccezione”.

L’Associazione degli industriali, al riguardo, ha intrapreso da tempo un percorso di formazione e corretta informazione, cercando di coinvolgere proprio il mondo della ristorazione. I ristoratori, per il loro ruolo di ‘narratori della cucina’ – spiega la presidente – dovrebbero saper comunicare l’importanza del prodotto-olio sia dal punto di vista degli abbinamenti col cibo sia per il suo legame con il territorio. Ci auguriamo che l’operazione Oro Giallo sensibilizzi il mondo della ristorazione italiana all’impiego di prodotti genuini e di qualità anche per quanto riguarda il settore degli oli”.

Purtroppo, troppo spesso l’olio è trattato come un condimento qualsiasi anche dai grandi chef. “Al contrario, la giusta attenzione all’olio extra vergine dovrebbe diventare un parametro di qualità nelle guide e nelle recensioni gastronomiche – propone Anna Cane – sulla falsa riga del vino, che a suo tempo ha visto l’impegno dell’intera filiera proprio nella comunicazione”.