
ASSITOL: incertezza e rincari, alle aziende servono rispost
1 Ottobre 2026I produttori chiedono di ampliare la percentuale del biocarburante rinnovabile nelle miscele, accelerando così il processo di decarbonizzazione nei trasporti. In questo modo, sarà più agevole incidere sui costi e aumentare l’autonomia energetica dell’Italia.
Più biodiesel nel motore per diversificare le forniture energetiche, ridurre i costi e favorire la decarbonizzazione nei trasporti. Per il Gruppo Biodiesel di ASSITOL (Confindustria), aumentare la percentuale di questo carburante rinnovabile nei blend con il gasolio rappresenta una risposta economica, efficiente e sicura alle difficoltà del mercato e all’attuale quadro internazionale, sempre più complesso.
“Il nostro è un approccio pragmatico, basato sulla pluralità tecnologica – spiega Roberto Berloni, presidente dei produttori –. Diversificare le fonti energetiche ci permetterebbe di accrescere le forniture e di contare su una maggiore flessibilità. Al biodiesel va riconosciuto il ruolo strategico che merita, abbiamo il know-how e le tecnologie per puntare anche all’utilizzo in purezza”.
L’Italia ha avuto un ruolo pionieristico in Europa nei biocarburanti: oggi conta su una capacità produttiva di circa 1 milione di tonnellate di biodiesel (o FAME, Fatty acids Metil Esthers) da materie prime certificate sostenibili, come l’olio da cucina usato, i residui e i sottoprodotti della lavorazione degli oli vegetali e dei grassi animali, e dispone delle competenze necessarie per puntare su questo biocarburante. Oggi, il biodiesel è già impiegato per la distribuzione in miscela (B7), ed è previsto per legge il suo utilizzo in purezza (B100).
A spingere per un allargamento a tutte le fonti rinnovabili, anche il Documento di programmazione finanziaria pubblica (Dpfp), appena approvato dal Governo. “Il caro-energia, provocato dalla crisi di Hormuz e dal perdurare delle tensioni geopolitiche, ci indica quale direzione prendere – osserva Berloni -. L’impiego a più ampio raggio del biodiesel rafforzerebbe la nostra sicurezza energetica e diminuirebbe i costi delle miscele dei carburanti utilizzate, a tutto vantaggio di aziende e consumatori”. Altri Paesi hanno già scelto di aumentare la quota di biodiesel in miscela. Pochi giorni fa, l’Indonesia ha adottato ufficialmente il B50, mentre il Brasile si prepara ad aumentare la miscelazione dal B15 al B16. In Olanda, si è già consolidato l’impiego del biodiesel in purezza nel trasporto marittimo.
La conversione a biocarburanti puri avrebbe grandi vantaggi in termini ambientali: riduzione di CO2 fino al 90% e, nel caso del biodiesel FAME B100, abbattimenti del particolato (Pm10), fino al 60% rispetto ad altre fonti fossili. Inoltre, il biodiesel è sicuro, ha un alto punto di infiammabilità ed è ben conosciuto dai consumatori. “Queste caratteristiche lo rendono ideale nei trasporti, soprattutto su strada e per mare, che rappresentano un comparto difficile da decarbonizzare”, aggiunge il presidente del Gruppo Biodiesel di ASSITOL.
Per realizzare questo cambio di passo, da tempo atteso dal settore, deve però realizzarsi l’allineamento del trattamento fiscale del biodiesel con quello di HVO e gasolio, come raccomandato dalla pronuncia dell’Antitrust del dicembre 2025, richiesto a più riprese da tutto il comparto. “In questo modo – sottolinea Berloni -, verrebbe meno la disparità di trattamento rispetto agli altri biocarburanti liquidi, favorendo la concorrenza a beneficio del consumatore, e la creazione di nuove opportunità economiche per tutto il sistema Paese”.
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