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PANE OLIO E POMODORO: IL “SUPERFOOD” DELLA DIETA MEDITERRANEA

Al Salone internazionale dell’Alimentazione di Parma, ANICAV e ASSITOL insieme per sostenere l’incontro dei tre alimenti alla base della nostra tradizione gastronomica. Una sinergia che intende valorizzare l’apporto salutistico di questi tre alimenti, ma anche il peso economico delle aziende nei rispettivi settori.

La ricetta della salute migliore per gli italiani e redditizia per la nostra economia? Pane, olio e pomodoro. In occasione dell’evento-degustazione organizzato oggi a Cibus, il Salone dell’alimentazione in corso a Parma, lo hanno ribadito insieme ANICAV, l’Associazione nazionale delle Conserve vegetali, e ASSITOL, l’associazione italiana dell’industria olearia. Le due organizzazioni rappresentano 200 aziende nei settori del pomodoro da industria e dell’olio d’oliva e, in occasione dell’Anno del cibo italiano, hanno deciso di rilanciare la merenda tricolore, mettendone in lune la versatilità di benefici e sapori.

“Il pomodoro è da sempre un protagonista della cucina italiana. Accompagnato con l’olio esalta il sapore dei piatti, anche più semplici come la bruschetta, valorizzandone le proprietà salutistiche”, ha dichiarato Antonio Ferraioli, Presidente di Anicav.

La ricerca ha dimostrato da tempo che i tre alimenti rafforzano l’uno le proprietà benefiche dell’altro, trasformando questa semplice pietanza tradizionale in un vero e proprio “superfood”, totalmente a base vegetale, adatto a tutti i gusti e a tutte le età. Come ha osservato Palmino Poli, presidente di AIBI-ASSITOL, che rappresenta i semilavorati della panificazione, il trinomio, pane, olio pomodoro “ha unito l’Italia più della politica. La fortuna di questo mix è stata esplosiva, tanto che le varianti locali sono tante, tantissime, e prendono nomi diversi a seconda della regione o persino della città”. In Italia si contano circa 200 tipi di pane, con 1500 varianti: le possibilità di combinazione sono praticamente infinite.

Questo classico multi-generazionale continua a riscuotere un consenso unanime.  “Cambiano i nomi a seconda della regione – ha sottolineato Poli – ma quello che non cambia è la straordinarietà di questi sapori, che ci consentono, ogni volta, di riscoprire i tre alimenti cardine della nostra cucina. Senza di loro, la Dieta mediterranea non esisterebbe”.

Secondo numerosi istituti di ricerca, il matrimonio del pane con l’olio è particolarmente indicato perché ne riduce l’indice glicemico e, in una dieta varia ed equilibrata, può rappresentare un’ottima merenda per i bambini ed un vero e proprio piatto unico per gli adulti. Ma se a questi due si aggiunge il pomodoro, si crea una combinazione eccellente dal punto di vista nutrizionale. Lo ha spiegato durante l’incontro Anna Cane, presidente del Gruppo olio d’oliva di ASSITOL ed esperta di chimica e analisi sensoriale: “E’ grazie all’olio extravergine che i micro-nutrienti del pomodoro sono assorbiti dal nostro organismo. In particolare, il licopene, sostanza antiossidante le cui virtù anti-tumorali sono oggetto di molti studi, è liposolubile, quindi è assimilato soltanto se addizionato ad un grasso come l’extravergine”.

La ricetta della salute si rivela ottima anche per il nostro Pil. L’industria del pomodoro si conferma, anche nel 2017, uno dei punti di forza dell’agroalimentare italiano. Il fatturato complessivo del 2017 ha raggiunto i 3,1 miliardi, di cui oltre il 75% prodotto dalle aziende associate ad ANICAV. Le esportazioni hanno generato 1,5 miliardi di euro.

“Negli ultimi dieci anni l’export dei derivati del pomodoro continua a registrare trend positivi. In particolare, crescono le quote di mercato dei nostri prodotti tradizionali, pelati, polpe e passata, che rappresentano oltre l’80% del volume delle esportazioni, a testimonianza che, anche in periodi di crisi, i consumatori scelgono la qualità”, ha osservato il Presidente di ANICAV Antonio Ferraioli. Positivo il saldo della bilancia commerciale, con un export di circa 2 milioni di tonnellate a fronte di un import di circa 170 mila tonnellate, per un valore delle esportazioni pari a 1,5 miliardi di euro contro un valore import di circa 113 milioni di euro.

Buone notizie anche sul fronte dell’industria olearia e dei semilavorati della panificazione. In Italia il consumo interno di olio d’oliva si attesta in media sulle 600mila tonnellate l’anno, mentre le vendite all’estero richiedono 400mila tonnellate di olio. Il fatturato diretto del settore ammonta a 2,5 miliardi di euro, mentre l’indotto ne genera 700 milioni. Tutto questo a vantaggio della bilancia commerciale italiana, che ricava dal comparto qualcosa come 114 milioni di euro. Gli occupati, diretti e indiretti, si attestano sulle 12mila unità.

I semilavorati della panificazione, rappresentati da AIBI-ASSITOL, contribuiscono ad un mercato, quello del pane, che in Italia muove in media 1.700mila tonnellate di prodotto. Nel nostro Paese la quasi totalità dei consumatori compra il pane fresco artigianale tutti i giorni. In media, ogni italiano ne mangia 85-90 grammi al giorno.

Si parla molto spesso di Dieta mediterranea – ha affermato il presidente Cane – ma, troppo spesso, dimentichiamo il valore degli alimenti che la rendono così speciale. Riscoprire pane olio e pomodoro significa riconoscere la loro importanza non soltanto nel piatto, ma anche nella nostra economia. Purtroppo, diamo per scontati tre ‘tesori’ nutrizionali che il mondo ci invidia e che, lontano dai riflettori, hanno il grande merito di garantire fatturato ed occupati”.